Letture di gennaio 2017



J. K. Rowling – Harry Potter e l'ordine della fenice

Editore: Salani
Formato: rilegato
Prezzo: 15,00€
Voto: 4,5/5

Prima di parlare di questo libro, è necessario che io faccia una piccola premessa.
Io ho cominciato a leggere la saga di Harry Potter solo nel corso dell'ultimo anno, mentre i film li ho visti per la prima volta un paio di anni fa. E perché mai? Ho forse passato gli ultimi quindici anni di vita su Marte, per non aver conosciuto prima questa saga famosissima e acclamatissima?
Cominciamo dall'inizio. Da bambina non mi sono mai capitati per le mani i libri di Harry Potter, ma il primo contatto con la saga è stato attraverso il primo film, Harry Potter e la pietra filosofale (2001). Non lo vidi al cinema, però: qualche anno dopo la sua uscita, la mia maestra delle elementari lo proiettò in classe, uno degli ultimi giorni di scuola prima delle vacanze, non ricordo di quale anno. Ricordo di averlo visto un po' a spezzoni: l'attenzione era poca e c'era molta confusione, perché tutti i miei compagni lo avevano già visto, probabilmente anche più di una volta. Perciò, dopo questa visione disattentissima – difatti di tutto il film ricordavo solo la scena nella Foresta Proibita – mi convinsi che Harry Potter non faceva per me e lo evitai per tutti gli anni seguenti.

Durante l'adolescenza, poi, ho sviluppato una vera e propria avversione per tutto ciò che era mainstream, il ché mi ha nuovamente allontanata dalla saga (ah, l'adolescenza!).
Superata questa fase, è subentrato un altro tipo di pregiudizio: pur provando interesse per il mondo di Harry Potter, ho pensato che ormai, essendo fuori dal target di età al quale si rivolgeva, non sarei più stata in grado di apprezzarlo al massimo. Tale convinzione proveniva dall'esperienza non molto piacevole che avevo fatto leggendo alcuni romanzi fantasy per ragazzi: non mi erano piaciuti affatto e li avevo trovati estremamente infantili.
Sono passati ancora alcuni anni, ma alla fine mi sono decisa a guardare i film. Li ho visti tutti, praticamente uno di seguito all'altro nel giro di una settimana, e mi sono piaciuti moltissimo. Tuttavia, li trovavo spesso incompleti: avevo l'impressione – e questo vale soprattutto per gli ultimi quattro – che mancasse qualcosa, ed è questo che mi ha spinto a cominciare i libri.
I libri sono stati una vera a propria rivelazione: mi sono piaciuti uno più dell'altro. Particolarmente sorprendente è stato il quarto libro (Harry Potter e il calice di fuoco), perché il film corrispondente era stato quello che mi era piaciuto di meno, mentre il libro era decisamente il migliore tra quelli letti fino a quel momento.
E il medesimo miglioramento l'ho notato in Harry Potter e l'ordine della fenice, l'ultimo letto. Cambiano i temi trattati, così come le atmosfere: c'è una differenza abissale tra la Hogwarts presentata nei primi romanzi, una specie di paradiso per Harry e i suoi amici, nonostante i pericoli che vi si nascondono, e la scuola che ci viene descritta in questo libro. Ciò non dipende solo dall'arrivo della Umbridge, che ne stravolge le regole, ma anche dall'ombra di Voldemort che, anche se non è fisicamente presente sulla scena, incombe costantemente sullo sfondo.
Un'atmosfera cupa, dunque, che si sposa bene con i temi trattati – si parla di razzismo, già presente anche nei romanzi precedenti, ma anche di dinamiche politiche, del bullismo, del senso di colpa per la morte delle persone care – e con l'intreccio, avvincente e assolutamente ben orchestrato. E tutto questo, voglio ricordarlo, in un romanzo per bambini e ragazzi.
Ci sono solo poche cose che non mi sono piaciute, ma meritano di essere nominate per giustificare quel mezzo punto che manca per arrivare al massimo dei voti. Innanzitutto, e questo vale per tutta la saga, io trovo il quidditch assolutamente noioso, pertanto, i capitoli in cui vengono descritte partite o, peggio ancora, allenamenti di questo sport sono per me sempre difficoltosi da affrontare.
Altro punto a sfavore del romanzo è stato l'atteggiamento del protagonista. Ho trovato Harry assolutamente insopportabile, soprattutto nella prima metà del romanzo. Con questo non voglio mettere in discussione la caratterizzazione del personaggio, che ha da poco assistito ad un evento a dir poco traumatico e che sta entrando nell'adolescenza: la sua irascibilità è ben giustificata. Tuttavia, il suo atteggiamenti, a tratti estremamente vittimista, senza una spiegazione plausibile, mi ha reso assai difficile empatizzare con lui e, dato che la narrazione è condotta del suo punto di vista, mi ha reso la lettura un po' meno piacevole di quanto avrei voluto.

Paco Roca – Rughe

Editore: Tunué
Formato: rilegato
Prezzo: 7,99€
Voto: 5/5

Rughe è un graphic novel che mi sono decisa a comprare dopo aver letto un articolo del blog I dolori della giovane libraia e dopo aver visto un video del canale Read vlog repeat: entrambe ne parlavano molto bene.
La trama è semplice: Emile, un anziano che comincia a presentare i primi sintomi dell'Alzheimer, viene portato dal figlio in una casa di riposo. Qui conosce altri anziani, tutti diversi fra loro, ognuno dei quali tenta, a modo suo, di sfuggire al monotono susseguirsi di giorni tutti uguali all'interno dell'ospizio. Qui, Emile entra in contatto anche con anziani che, a causa della sua stessa malattia, non sono più in grado di provvedere a loro stessi o di riconoscere i propri cari.
Si tratta di una lettura di grande impatto emotivo, ma che mi ha fatto anche molto riflettere, oltre che sulla condizione degli anziani che vengono affidati alle case di riposo, anche sulla vita in generale.
Mi è difficile trovare le parole adatte per descrivere lo stato in cui mi ha lasciato questo graphic novel, dopo la lettura: posso solo dire che mi ha colpita molto, soprattutto sapendo che l'autore ha fatto molte ricerche sulle case di riposo e che i personaggi sono ispirati a persone realmente esistite. 

Thomas Mann – Cane e padrone

Editore: Newton Compton
Formato: brossura
Prezzo: -
Voto: 3,5/5

Più che un romanzo, Cane e padrone è un racconto lungo un centinaio di pagine. In esso, Thomas Mann, da sempre amante dei cani, ci racconta la sua vita con Bauschan, vero e proprio protagonista dell'opera.
In un'atmosfera idilliaca, Mann ci descrive la vita di Bauschan, le sue abitudini, il suo atteggiamento e i suoi sentimenti: il suo personaggio viene delineato con la stessa precisione con la quale ci si potrebbe dedicare ad un personaggio umano. Difatti, il suo rapporto con il padrone è paragonabile ad un amicizia umana, con alti e bassi, con momenti di affetto, ma anche screzi.
Questo è stato il mio primo approccio con Mann e non me ne posso lamentare: lo stile è ottimo, la lettura è piacevole, le descrizioni sono tanto precise che ti sembra di entrare all'interno delle pagine, di accompagnare cane e padrone durante le loro passeggiate. Tuttavia, a volte queste descrizioni risultano esageratamente minuziose, sovrabbondanti, e rendono la lettura un po' meno scorrevole (faccio in particolare riferimento al capitolo in cui viene descritta, albero per albero, la loro tenuta di caccia).
La mia impressione è comunque positiva: ne consiglio la lettura soprattutto a chi ama gli animali, la natura e a chi, come me, ha un cane in casa e può osservare come Mann sappia descrivere fedelmente il comportamento di questi animali.

Charles M. Shultz – Peanuts

Editore: Mondadori
Formato: brossura
Prezzo: 13,00€
Voto: 4/5

Ho comprato questa raccolta dei Peanuts su consiglio di Valeria di Read vlog repeat, che la indicava come la migliore per chi volesse approcciarsi per la prima volta alle strisce di Shultz. Non era la prima volta in assoluto che mi avvicinavo ad una striscia dei Peanuts, ma questo è stato il primo volume che abbia letto per intero.
Il mio parere è assolutamente positivo: ho trovato le strisce nel complesso molto carine, divertenti e mai stupide. I personaggi sono tutti molto interessanti e Lucy è senza dubbio la mia preferita.
Tuttavia, secondo me questo volume non si merita il punteggio pieno per due motivi. Il primo è che le vignette dedicate al baseball non mi sono piaciute per niente: probabilmente ciò deriva dalla mia assoluta ignoranza delle regole di questo sport. Altro dettaglio è stato che all'inizio ho fatto un po' di fatica a distinguere i personaggi e, soprattutto, a capire in che relazione fossero tra di loro (mi sono aiutata con wikipedia). Probabilmente questo ha a che fare con la mia scarsa memoria fotografica, ma forse un'introduzione esplicativa, indirizzata ai nuovi lettori, non sarebbe stata una cattiva idea.

Sebastiano Vassalli – La chimera

Editore: BUR
Formato: brossura
Prezzo: 13,00€
Voto: 4,5/5

Ho letto questo libro in preparazione di un esame di letteratura sul romanzo storico, ma era nella mia wishlist già da un po' di tempo (infatti si tratta di un esame che ho scelto io). L'autore si propone di raccontare la vicenda di Antonia, una giovane orfana novarese, che, per un motivo o per un altro, finirà per essere accusata di stregoneria e processata dall'Inquisizione.
Ma, non saltate sulle sedie: non vi ho fatto alcuno spoiler. 
Questo perché il “finale” della storia, se così lo vogliamo chiamare, ci viene palesato dall'autore sin dall'inizio. Infatti, più che il racconto delle vicende di Antonia, il romanzo consiste in una sorta di cronaca storica, che racconta i fatti accaduti a Zardino, paesino del novarese, nei primi anni del 1600.
La narrazione, che è condotta in terza persona, si sofferma di rado sulla protagonista, che a volte non compare per capitoli interi. Difatti, il vero protagonista del romanzo è lo stesso Zardino, che viene descritto nei minimi dettagli geografici, storici e sociali. Parlo di cronaca perché l'autore, oltre a fare spesso riferimento ai documenti storici da lui consultati, citandoli anche all'interno del testo, descrive i personaggi, gli ambienti e le vicende con una precisione impeccabile.
Nella postfazione, l'autore conferma il riferimento ai Promessi sposi: come Manzoni, Vassalli interrompe spesso il racconto con digressioni e con commenti ironici. Tuttavia, la narrazione è condotta con uno stile assai scorrevole, che non fa pesare le digressioni – che comunque sono meno prolisse di quelle manzoniane – e gli interventi dell'autore sono di frequente spassosissimi.


Enrico Barfucci – Lorenzo de' Medici e la società artistica del suo tempo

Editore: Gonnelli
Formato: brossura
Prezzo: -
Voto: 3/5

In realtà la lettura di questo libro si è protratta per alcuni mesi, ma la sezione più ampia l'ho letta a gennaio ed è in questo mese che l'ho terminato. Si tratta di un'edizione del 1964, ormai fuori commercio: io sono riuscita ad averla grazie ad un amico che mi ha ceduto tutti i libri di suo nonno su Lorenzo il Magnifico.
È stata una lettura molto interessante: l'autore nomina uno per uno tutti gli artisti (letterati, pittori, scultori, architetti, ecc.) più influenti nella corte del Magnifico, mettendone in risalto i rapporti con il mecenate. Ad ogni artista è dedicato un singolo paragrafo, così che è molto semplice compiere una ricerca specifica all'interno del volume. Inoltre, il testo è corredato da moltissime foto (per lo più in bianco e nero) di quadri, sculture, miniature, che risultano molto utili durante la lettura; vi sono anche citate lettere e altri documenti utili, con precisi riferimenti bibliografici.

I difetti di questo libro sono due. Innanzitutto la prosa, infarcita di termini desueti e di lettura tutt'altro che scorrevole. L'altro difetto è legato al fatto che si tratta di uno studio ormai vecchio di più di mezzo secolo e perciò non aggiornato alle ultime scoperte nel campo letterario, storico e della storia dell'arte: ho notato in particolare diversi errori o perplessità nelle attribuzioni di diversi ritratti. 


Terry Moore – Strangers in paradise 1

Editore: Bao Publishing
Formato: brossura
Prezzo: 18,00€
Voto: 4/5

Concludiamo con un altro graphic novel, che, pur essendo il primo di sei volumi, è decisamente più corposo di Rughe e perciò mi ha impegnata per alcuni giorni.
Le protagoniste della vicenda sono Francine e Katchoo, due amiche che dividono lo stesso appartamento; Katchoo sembra provare qualcosa di più per l'amica, che però non la ricambia. Francine è infatti fidanzata con Freddie ed è proprio sul rapporto tra i due, e sulle conseguenze che questo ha nella vita di Katchoo, che si concentra la prima parte della narrazione. Intanto, Katchoo fa la conoscenza di David, un ragazzo che si mostra fin da subito interessato a lei e che poi stringerà amicizia con entrambe le ragazze.
La trama si fa più interessante una volta conclusa questa prima parte del racconto, ma non voglio svelarvi nulla, proprio perché non mi aspettavo minimamente la svolta che avrebbe preso la trama. Personalmente ho apprezzato molto di più la seconda parte, mentre la prima, che penso servisse più che altro ad introdurre i vari personaggi, mi aveva colpita di meno.
Ma, al di là della trama, che, anche se interessante, non è niente di particolarmente originale, l'elemento di forza di questo graphic novel consiste nella caratterizzazione dei personaggi e soprattutto nel modo in cui vengono approfonditi i legami che si instaurano tra loro. Spesso le relazioni che si instaurano fra loro sono confuse e gli stessi sentimenti che provano non sono sempre cristallini e penso che questo sia un fatto estremamente realistico, poiché non sempre riusciamo a vedere chiaro nel nostro animo, dato che i sentimenti che proviamo verso gli altri sono spesso molto complessi e difficili da decifrare.
Per quanto io non sia minimamente in grado di giudicare in modo tecnico i disegni, ho apprezzato molto la grafica di questo fumetto e l'ho trovata adeguata al tipo di narrazione. Particolarmente interessanti sono alcune pagine, disseminate all'interno del volume, nel quale dal fumetto si passa ad un vero e proprio romanzo illustrato, con una parte di testo e alcuni disegni che lo accompagnano.