Lemony Snikett – Una serie di sfortunati eventi. Un infausto inizio
Editore: Salani
Formato: ebook
Prezzo: 4,99€
Voto: 3/5
Poco dopo la sua uscita, ho visto la serie tv di Netflix tratta dalla saga di Lemony Snikett e devo dire che mi ha divertita molto; per questo motivo – e anche perché Ilenia Zodiaco raccomanda spesso i romanzi di questo autore sul proprio canale – quando ho trovato l'ebook di Un infausto inizio scontato, l'ho acquistato subito.
Il romanzo segue le vicende dei tre orfani Baudelaire – Violet, Klaus e Sunny – che, all'inizio della storia, perdono i genitori in seguito ad un incendio che distrugge la loro casa. I ragazzi, eredi di una grande fortuna, della quale tuttavia non possono entrare in possesso finché Violet, la primogenita, non raggiungerà la maggiore età, vengono temporaneamente affidati al loro parente più prossimo, il Conte Olaf. Il Conte – che nella serie tv è interpretato da Neil Patrick Harris – si rivelerà essere un uomo malvagio e avido, che cercherà in tutti i modi di mettere le mani sulla fortuna degli orfani.
Si tratta di una lettura veloce e piacevole, grazie anche allo stile ironico e sarcastico dell'autore. A questo si aggiungono tematiche di una certa rilevanza, come la morte e l'elaborazione del lutto, che vengono trattate con disinvoltura, adattandole al pubblico di riferimento, ma senza sminuirne la portata.
Devo ammettere però che la lettura di questo libro non mi ha dato niente di più rispetto alla visione della serie tv: ovviamente, i due prodotti non si equivalgono in quanto sfruttano canali diversi, tuttavia devo ammettere che l'adattamento di questo primo volume è stato decisamente ottimo.
Robert Luis Stevenson – L 'isola del tesoro
Editore: BUR
Formato: brossura
Prezzo: 7,00€
Voto: 1,5/5
Anche qui mi tocca citare una serie tv e in questo caso si tratta di Black sails, che però non è tratta dal romanzo di Stevenson, bensì ne funge da prequel. Inutile dire che la serie tv in questione mi piace molto (anche se devo ancora vedere l'ultima stagione) e la considero un prodotto ben riuscito: una storia di pirati, e dunque piena di avventura e azione, ma che lascia spazio anche alla caratterizzazione e all'approfondimento dei personaggi.
Perciò, la lettura di questo romanzo è stata piuttosto deludente: nonostante sapessi che si trattava di un romanzo d'avventura topico, mi aspettavo decisamente qualcosa di più. Si tratta di un libro molto breve, eppure mi ha annoiata moltissimo: la trama corre troppo velocemente ma è così insignificante che mi è letteralmente scivolata addosso, tanto che non me ne importava assolutamente nulla di ciò che stava per succedere; i personaggi poi, fatta forse eccezione per Silver, sono assolutamente bidimensionali e affatto carismatici; infine, lo stile scarno e assolutamente privo di qualsivoglia descrizione dell'ambientazione, non invoglia assolutamente a proseguire nella lettura.
Anche l'introduzione al romanzo che ho trovato in questa edizione della BUR è abbastanza mediocre: il curatore ci tiene a ripetere che in questo libro non conta tanto il finale – dato che lo si conosce fin dall'inizio, quanto lo svolgersi dell'avventura. Peccato che l'avventura non mi abbia coinvolta per niente, nonostante io abbia sempre adorato, fin da ragazzina, le storie di pirati, prime fra tutte quelle di Salgari.
Philip Pullman – Queste oscure materie. La bussola d'oro
Editore: Salani
Formato: ebook
Prezzo: 6,99€
Voto: 3,5/5
Insieme a Un infausto inizio ho acquistato, sempre in offerta, il primo volume della trilogia Queste oscure materie di Philip Pullman, della quale si parla molto ultimamente, a causa della prossima uscita di un nuovo volume legato a questa serie.
Prima di parlare della trama, vorrei dire due parole sull'ambientazione, che è probabilmente l'elemento che ho più apprezzato di questo romanzo. La bussola d'oro ci introduce in un universo parallelo al nostro nel quale l'anima delle persone, invece di essere all'interno del corpo, cammina loro a fianco, sotto forma di animale. Non solo: finché non si raggiunge una certa età, divenendo in qualche modo adulti – dunque, quando ancora non si conosce il proprio essere – il daimon, ovvero l'essere che incarna la propria anima, può cambiare forma come e quando vuole; in seguito, la sua forma si stabilizzerà e non potrà più mutare e questa forma rappresenterà in qualche modo la propria personalità.
Inoltre, il mondo in cui si svolge la vicenda è diverso dal nostro, poiché vi abitano popolazioni (come i gyzani) e creature (come gli orsi corazzati) e noi sconosciute, vi sono istituzioni diverse (il mondo è governato dalla Chiesa) e le tecnologie usate sono diverse rispetto alle nostre, eppure gli somiglia, poiché si tratta di un universo parallelo e non di un mondo del tutto estraneo al nostro (da quello che si intuisce, la geografia di questo universo è pressoché identica alla nostra, ma le somiglianze non si limitano a questo).
Passiamo ora alla trama: Lyra, una ragazzina orfana di 11 anni, una sera si intrufola con il suo daimon, Pan, nel Salotto Privato del Jordan College, dove vive fin da quando ha memoria. Qui, nascosta dentro ad un armadio, vede il Maestro del Jordan che mette del veleno nel tokai destinato a suo zio, Lord Asriel, di ritorno da una spedizione nel profondo Nord per chiedere dei fondi per la una ricerca scientifica. Dal suo nascondiglio, Lyra sente per la prima volta parlare della Polvere, di bambini recisi e di panserbjorne, ma solo in seguito comprenderà il significato di queste parole. Intanto, nella città di Oxford, come nel resto dell'Inghilterra, cominciano a sparire sempre più bambini, soprattutto tra i gyzani, il popolo che vive sull'acqua, e se ne indicano i responsabili in dei fantomatici Ingoiatori, dei quali però non si conosce lo scopo. Per varie ragioni che non starò qui a specificare, per non rovinarvi oltre la lettura, Lyra si ritroverà ad avere a che fare con gli Ingoiatori e con tutto ciò che vi ruota intorno. Inoltre, le verrà consegnato dal Maestro del Jordan un aletiometro – o bussola d'oro –, uno strumento molto difficile da leggere ma che risponde a qualunque domanda gli venga posta affermando la verità e Lyra scoprirà di essere in grado di leggerlo con grande facilità.
Devo dire che un'altra cosa che mi ha colpita positivamente è senza dubbio la protagonista: Lyra è una ragazzina intelligente e coraggiosa, che facilmente si conquista la simpatia del lettore, a differenza di molti suoi colleghi protagonisti-ragazzini di fantasy, che tendono ad essere per lo più assolutamente insopportabili. Per quanto riguarda gli altri personaggi, la loro caratterizzazione è oscillante: ci sono personaggi carismatici e affascinanti come Jorek, l'orso corazzato, altri ambigui ma che probabilmente riveleranno il loro potenziale nei romanzi successivi, e infine c'è una maggioranza di personaggi per lo più anonimi, che non sono proprio invisibili, ma sono tratteggiati in modo forse un po' approssimativo.
Infine, altro aspetto interessante riguarda l'elemento fantasy, al quale in questo romanzo si dà una spiegazione pseudoscientifica, come si sarà già intuito dall'accenno alla teoria degli universi paralleli. Ho trovato le spiegazioni che vengono fornite adeguate al contesto e ho comunque apprezzato lo sforzo compiuto dall'autore in questo senso.
Tuttavia, non sono riuscita ad apprezzare lo stile di Pullman. È possibile che sia dovuto anche alla traduzione, ad ogni modo ho trovato lo stile piuttosto mediocre e inadatto al tipo di narrazione. La prosa di Pullman non è certamente difficile, ma l'ho trovata un po' artificiosa: mi ha dato l'impressione di un ingranaggio male oliato che spesso si inceppa e si blocca, o procede a scatti, a causa di un malfunzionamento.
Infine, ma questo può dipendere dal fatto che io non rientri nel target di riferimento per quest'opera, la storia non è riuscita a coinvolgermi come avrei sperato, se non nelle ultime 50 pagine, il che ha inficiato molto sul mio giudizio complessivo per quanto riguarda questo romanzo. Ad ogni modo, è mia intenzione concludere la lettura dell'intera trilogia.
Marisa Madieri – Verde acqua. La radura e altri racconti
Editore: Einaudi
Formato: brossura
Prezzo: 13,00€
Voto: 3/5
Anche questo libro rientra tra le letture che ho dovuto compiere per un esame universitario e devo ammettere la mia ignoranza, dato che prima di trovarla nel programma del suddetto esame, non avevo mai sentito parlare di Marisa Madieri.
Questo volume, che raccoglie in pratica tutta la sua produzione, è diviso in tre sezioni:
- Verde acqua. In una sorta di diario a posteriori, Marisa Madieri ricostruisce la sua infanzia e la sua prima adolescenza, condizionata fortemente dall'esodo da Fiume, città nella quale è nata ed ha vissuto i primi anni della propria vita, e dalla conseguente instabilità, con un periodo non breve passato con la famiglia nel campo profughi di Trieste. In quest'opera, avvalendosi di uno stile chiaro, elegante e conciso, l'autrice non ricostruisce solo la storia della propria vita, ma anche quella della propria famiglia e di tutti coloro che ha incontrato durante queste sue vicissitudini: colpiscono infatti molto i ritratti degli altri personaggi, della nonna Quarantotto in particolare. In questa prima opera, oltre al tema della frontiera e del distacco dalla proprie radici, sono già presenti i temi della vita e della morte, che si declinano in particolare in una riflessione sull'aborto e sulla vecchiaia.
- La radura. In questa seconda opera l'autrice ci narra la storia di Dafne, una margherita che vive al centro della radura con le sue sorelle e da lì impara a conoscere il mondo che la circonda, venendo a contatto con il male che lo abita. La si può interpretare come una sorta di trasposizione favolistica dell'opera precedente: Dafne è un riflesso dell'autrice, ne ricostruisce la formazione, giungendo questa volta fino alla maturità della protagonista, cosa che non avveniva in Verde acqua (la narrazione si interrompeva prima). Anche qui tornano i temi di morte e vita, con una profonda riflessione sul ciclo naturale delle cose. Entra anche l'attualità, con una critica non troppo velata al femminismo e alle manifestazioni organizzate da questo movimento.
- I racconti. Tornano qui, rafforzati rispetto alle narrazioni precedenti, i temi dell'aborto, al quale l'autrice era fermamente contraria, e della vecchiaia. La vita e la morte si intrecciano in queste pagine, dove c'è spazio anche per il lutto e la memoria.
Non è stato facile dare un voto complessivo a questa raccolta, dato che non ho apprezzato allo stesso modo tutte le sezioni. Verde acqua è certamente l'opera che mi ha interessato di più, in particolare per quanto riguarda le vicende degli esuli di Fiume e grazie anche allo stile conciso ed elegante utilizzato dall'autrice. Meno interessanti La radura, che mi ha abbastanza annoiata, e i racconti, tra i quali nessuno mi ha colpita particolarmente. Probabilmente sul mio giudizio ha influito anche il fatto che le mie idee riguardo ad alcuni argomenti siano totalmente opposte rispetto a quelle dell'autrice, ma con questo non voglio certo negare i pregi dei suoi scritti.
Chiare e interessanti sia l'introduzione, che ci illustra al meglio l'opera della Madieri, e la postfazione, scritta da Claudio Magris, che è stato il marito della scrittrice, morta prematuramente di cancro.
Rebecca Panei – Il buio addosso
Editore: Bibliotheka edizioni
Formato: ebook
Prezzo: 0,99€
Voto: 2,5/5
Stavo frugando tra gli ebook in offerta sul sito di ibs (cosa che, come si sarà capito, faccio spesso, a discapito del mio portafogli), quando mi sono imbattuta in questo romanzo. Il titolo mi ha fatto subito ricordare una fanfiction che lessi su unternet circa una decina di anni fa. All'epoca ne leggevo qualcuna, anche se era molto difficile trovarne di scritte, se non bene, perlomeno decentemente. Questa specifica fanfiction era scritta piuttosto bene, considerando la media dei testi pubblicati online, composti più per divertimento che con una qualche ambizione letteraria, e non era mai stata conclusa; anzi, al dire il vero, l'autrice la cancellò dal sito poiché – così mi disse quando gliene domandai il motivo – aveva intenzione di pubblicarla.
Non posso essere certa al 100% del fatto che questo romanzo sia una rielaborazione di quella stessa fanfiction, dato che la storia è diversa e io non conoscevo il nome dell'autrice, ma solo il suo nickname, tuttavia il titolo è lo stesso e anche i temi trattati sono simili.
La trama. Micah è un ragazzo timido e introverso, che è segretamente fidanzato con Sean, uno dei campioni della squadra di nuoto della scuola e pertanto uno dei ragazzi più desiderati e ammirati di tutto l'istituto. Quando i compagni di squadra di Sean vengono a sapere di loro due, non riuscendo a credere che il loro idolo possa essere omosessuale, sfogano la propria rabbia su Micah e lo violentano. Questo è l'inizio della vicenda, ma non voglio aggiungere altro perché il romanzo è molto breve.
Dunque in questo romanzo si affrontano i temi dell'omofobia e della violenza sessuale con una certa serietà e profondità, che non è facile da trovare in testi di questo stampo, che generalmente tendono ad affrontare questo tipo di argomenti con una superficialità disarmante. Lo stile, benché scorrevole, è forse un po' acerbo ed eccessivamente colloquiale, ma sono certa che l'autrice abbia delle ottime potenzialità.
Infine, devo aggiungere una nota negativa sull'editing dell'opera che, se c'è stato, è stato pessimo, dato che il testo è ricco di refusi.





