Letture di febbraio 2017



Cecilia M. Ady – Lorenzo de' Medici e l'Italia del Rinascimento

Editore: Mondadori
Formato: brossura
Prezzo: -
Voto: 3/5

Anche questo testo, come Lorenzo de' Medici e la società artistica del suo tempo, rientra in quella serie di libri a tema laurenziano che ho acquistato da un amico. E difatti, anche questo volume è piuttosto datato (la prima edizione è del 1955) e perciò contiene alcuni errori ed imprecisioni.
Si tratta di un testo di divulgazione: è scritto con una prosa semplice e scorrevole (persino le citazioni dai documenti sono riportate all'italiano moderno), ha capitoli piuttosto brevi e riassuntivi ed è praticamente privo di note bibliografiche. Pertanto, tra i testi che ho letto fin'ora su questo argomento, è sicuramente il più adatto per chi volesse approcciarsi per la prima volta alla figura del Magnifico e non avesse molta dimestichezza con i saggi (anche se temo che sia fuori catalogo).
Una menzione speciale la merita la copertina, sulla quale appare il ritratto del Magnifico del Vasari, rovesciato e ritagliato con i piedi: tanti complimenti al grafico.

Tuono Pettinato, Dario Moccia – We are the champions

Editore: Rizzoli Lizard
Formato: brossura
Prezzo: 16,00€
Voto: 3/5

Io adoro i Queen e li ascolto fin da quando ero piccola (una delle poche costanti all'interno dei miei gusti musicali, che sono variati molto nel tempo), perciò mi è stato prestato questo fumetto, che dovrebbe essere una sorta di biografia spicciola di Freddie Mercury.
Questo è il primo albo che io abbia mai letto di Tuono Pettinato, anche se mi è capitato a volte di leggere qualche sua vignetta online. Quanto a Dario Moccia, l'ho seguito per qualche tempo su youtube, ma non ha mai suscitato la mia simpatia, nonostante trovassi interessanti alcuni degli argomenti da lui trattati.
Ma veniamo al fumetto. Il mio parere sull'albo in questione è in buona sostanza positivo, ma bisogna anche considerare che, avendo un debole per i Queen, finisco per appassionarmi a tutto ciò che li riguarda.
Tuttavia, ci sono alcune cose che non mi sono piaciute e in primis la tipologia di narrazione qui utilizzata. Non so se è una caratteristica fissa di Tuono o se è presente solo in questo albo, ma il modo in cui viene portata avanti la narrazione non mi ha convinta per niente. Intanto, i personaggi, quando sono sulla scena, parlano quasi sempre per frasi fatte e ciò li priva di quel minimo di realismo che io mi aspetterei anche da un fumetto che vuole essere comico e leggero come questo. Altro procedimento che non ho molto apprezzato, anche se ne comprendo la funzionalità, è quello di interrompere la storia per introdurre i due autori che intervengono per spiegare alcune dinamiche o per descrivere gli album realizzati dal gruppo in quel dato periodo (tra l'altro, spesso i loro interventi somigliano più a delle supoercazzole di mascettiana memoria, più che a delle spiegazioni vere e proprie).
Inoltre, mi ha un po' infastidito la superficialità con la quale vengono trattati temi come l'omosessualità e l'AIDS. Io capisco che si tratti di un fumetto comico e non pretendo chissà quale approfondimento, tuttavia ci sono autori che sono capaci di farti ridere e piangere nel giro di una pagina, affiancando l'approfondimento emotivo alla battuta di spirito con una leggerezza disarmante (Zerocalcare e Leo Ortolani, per fare due esempi eminenti).
Ad ogni modo, questa lettura è riuscita a strapparmi qualche sorriso e mi ha sicuramente invogliata a riascoltare tutta la discografia del gruppo, anche se, come ho già detto, io sono decisamente di parte.

Valerio Massimo Manfredi – Alexandros, vol. 3: Il confine del mondo

Editore: Mondadori
Formato: brossura
Prezzo: 10,00€
Voto: 3,5/5

Ho letto questo ultimo volume della trilogia di Alexandros almeno a un anno di distanza dai primi due. Possedevo tutti e tre i volumi perché a suo tempo li avevo regalati a mio padre, ma io li avevo letti molto dopo; ricordo di aver cominciato il secondo subito dopo aver finito il primo, a dimostrare il fatto che il primo volume mi aveva coinvolta particolarmente. Una volta finito il secondo, che mi era piaciuto, avevo deciso di staccare dalla trilogia, leggere qualcos'altro e poi, dopo poco, affrontare l'ultimo volume. Certo non credevo che sarebbe passato un anno intero!
Non faccio questa premessa per puro amor di sproloquio, ma per spiegare la prima difficoltà che ho dovuto affrontare non appena cominciato il libro: non ricordavo quasi nulla dei volumi precedenti e, soprattutto, i nomi dei personaggi – tranne due o tre – mi suonavano del tutto alieni. Ovviamente, questa difficoltà è svanita man mano che procedevo nella lettura, anche perché ho cominciato a ricordare qualcosa dei volumi precedenti; fatto sta che un indice dei personaggi, insieme alle utilissime mappe che si trovano all'inizio del libro, sarebbe stato di grande aiuto.
La lettura è stata, come mi aspettavo, piacevole e scorrevole. Lo stile di Manfredi è leggero, ma senza essere schematico: le descrizioni sono snelle ed efficaci. Inoltre, la sua competenza in fatto di storia antica è indiscutibile e i suoi romanzi sono sempre fondati su ricerche approfondite. Si tratta perciò di una lettura interessante, non solo perché approfondisce la figura e la vita di Alessandro, ma anche perché mostra gli usi e i costumi di tutte le popolazioni che ha incontrato lungo il suo lungo viaggio di conquista, e, allo stesso modo, descrive tutti i luoghi da lui esplorati.
Tuttavia, ho trovato alcune sezioni del romanzo un po' troppo ripetitive. Parlo soprattutto della prima parte, dove Alessandro procede da una città all'altra, conquistandole tutte con pochissime difficoltà. Io capisco che l'autore abbia voluto rimanere il più possibile fedele alla storia – elemento che apprezzo – ma, allo stesso tempo, questa dinamica ripetitiva finisce per annoiare il lettore. Tanto più che, nelle poche battaglie che vengono descritte, raramente si percepisce la giusta suspense: non si ha mai il dubbio che Alessandro stia per perdere o che, comunque, si trovi davanti a qualche ostacolo davvero difficile da superare. E non mi si venga a dire che questo è un difetto del romanzo storico, perché mi è capitato di leggere romanzi di questo genere che, nonostante conoscessi già l'esito della vicenda, mi coinvolgevano talmente tanto da farmi credere che qualcosa potesse andare diversamente.
Ad ogni modo, questo tipo di narrazione fa senza dubbio risaltare la grandezza di Alessandro. Ho apprezzato moltissimo la sua caratterizzazione, il suo desiderio di andare oltre che lo trascina avanti, sempre avanti, contro ogni ragionevolezza, lo rende un personaggio affascinante e complesso. E questo nonostante il fatto che l'autore, in alcune occasioni, sembra volerne giustificarne a tutti i costi le azioni, anche con spiegazioni poco persuasive.
Molto meno incisiva è invece la caratterizzazione degli altri personaggi e in particolare dei membri della cosiddetta “Torma di Alessandro” che, fatta eccezione per un paio, non si distinguono praticamente fra loro. I personaggi femminili, poi, oltre ad avere poco spazio – e ciò è comprensibile, visto il ruolo marginale ricoperto dalle donne nella società greca e in quella macedone –, sembrano fatte con lo stampino.

Leonardo Sciascia – Il Consiglio d'Egitto

Editore: Adelphi
Formato: brossura
Prezzo: 10,00€
Voto: 3,5/5

Anche questo romanzo, come La chimera di Vassallo (vedi Letture di gennaio), è compreso nel programma di un corso di letteratura sul romanzo storico. Non avevo mai letto nulla di Sciascia, ma penso che sia stato comunque un buon punto d'inizio, anche se questo non è certo uno dei suoi romanzi più famosi.
Siamo nel 1782: l'ambasciatore del Marocco fa naufragio sulle coste della Sicilia. Dal momento che nessuno conosce l'arabo viene chiamato a fare da interprete un monaco maltese, Giovanni Vella, che ha la fama di conoscere questa lingua. Durante il suo soggiorno, all'ambasciatore viene chiesto di esaminare un manoscritto arabo, per capire se contenga notizie sulla storia siciliana, e in particolare sul periodo in cui l'isola era sottoposta al controllo dei Mori. Tuttavia, l'ambasciatore si accorge subito che si tratta di una semplice vita del profeta Maometto. Vella, invece di tradurre la risposta dell'ambasciatore, riferisce che si tratta di un importante testo sulla storia siciliana, noto come Il consiglio di Sicilia.
In questo modo, Vella ottiene l'incarico di tradurre il testo e con esso ottiene una casa dove poter lavorare in tranquillità e l'accesso ai salotti della nobiltà di Palermo. Vella si dedica allora allo contraffazione e alla traduzione del codice, ma poi ha un'altra idea: creare un secondo testo, intitolato Il codice d'Egitto, nel quale viene delegittimato il potere dei grandi baroni siciliani, in favore del potere centrale.
Si tratta di una vicenda realmente accaduta, scelta da Sciascia per riflettere sul tema dell'impostura. La grande storia scritta nei libri è in realtà falsa, in primis perché si basa su documenti che potrebbero essere stati contraffatti e, in secundis, perché non tiene conto della gente comune, ma solo dei grandi eventi, degli stati, dei re, dei principi. Che si sia d'accordo o meno con questa affermazione, certamente suscita numerosi spunti di riflessione, tanto più se si considera che la vicenda narrata nel romanzo è ispirata ad un fatto realmente accaduto (Sciascia ha cambiato solo la conclusione).
Comunque, anche se ho trovato la trama e i temi trattati piuttosto interessanti, non ho apprezzato molto lo stile dell'autore. Intanto, la narrazione è condotta in modo frammentario: l'autore dà tutto per scontato e spesso elementi di grande importanza per comprendere l'intreccio, vengono o appena accennati o addirittura omessi, tanto che la lettura, soprattutto all'inizio, risulta difficoltosa.
Inoltre, personalmente non apprezzo molto lo stile di scrittura di Sciascia: anche se talvolta riesce ad evocare immagini originali e suggestive, che mi hanno colpita veramente molto, trovo che la sua scrittura sia un po' troppo artificiosa e quindi poco scorrevole.

Marjane Satrapi – Taglia e cuci

Editore: Rizzoli Lizard
Formato: brossura
Prezzo: 13,00€
Voto: 4/5

Di questa autrice avevo già letto il più famoso Persepolis e mi era piaciuto veramente moltissimo (per ulteriori dettagli, vedi Recensione). Anche questo volume è sicuramente valido, anche se ha un'impostazione ben diversa. 
Qui osserviamo l'autrice e un gruppo di altre donne, familiari e amiche di famiglia, che, dopo un pranzo, mentre gli uomini riposano, si riuniscono per un tè e parlano liberamente fra loro. Si raccontano pettegolezzi e aneddoti vari, che illustrano la condizione delle donne in Iran, in particolare per quanto riguarda la loro sessualità, il matrimonio e il ruolo della donna all'interno della famiglia. L'ho trovata una lettura molto interessante e scorrevole: questi temi, di grande importanza, sono trattati in modo leggero, ma mai superficiale.
Per quanto riguarda la veste grafica, devo fare un paio di appunti. Innanzitutto, personalmente non apprezzo moltissimo i disegni della Satrapi, che sono volutamente schematici e dal tratto molto marcato. Ad ogni modo, vi invito a non fermarvi all'apparenza e, anche se non apprezzate il suo stile di disegno, di provare a leggere uno dei suoi graphic novel perché sono veramente validi. Inoltre, un altro piccolo appunto riguarda l'uso del corsivo, che rende la lettura un po' più difficoltosa dei comuni stampato o stampatello che vengono usati in libri e fumetti.

Franz Kafka – La metamorfosi e altri racconti

Editore: Garzanti
Formato: brossura
Prezzo: 7,00€
Voto: 2/5

Non avendo mai né letto né studiato Kafka, quando ho trovato questo volume al Libraccio ho pensato di prenderlo per colmare una grave lacuna, anche se sapevo che il suo stile non rientrava troppo nei miei gusti letterari. Per questo, avrei voluto un'introduzione che mi spiegasse la poetica dell'autore e mi desse un'idea chiara della sua opera e della sua vita, cosa che non ho trovato in questa edizione. Di solito, le edizioni dei classici Garzanti hanno delle introduzioni lunghe e dettagliate e, in effetti, anche questo volume ce l'aveva. Il problema è che l'introduzione è molto complicata e a tratti incomprensibile e perciò non mi è stata di alcuna utilità.
Nel complesso, il mio parere su questa raccolta di racconti non è positivo: come ho già scritto, lo stile surreale di Kafka non rientra nei miei gusti personali, perciò, pur riconoscendone l'importanza, non sono riuscita ad apprezzarlo come si dovrebbe. Comunque, alcuni racconti mi sono piaciuti, come La sentenza e, ancor di più, La metamorfosi. Altri, invece, non sono riuscita ad interpretarli, se non come la descrizione di un sogno delirante (mea culpa).

J. K. Rowling – Harry Potter e il principe mezzosangue

Editore: Salani
Formato: rilegato
Prezzo: 13,00€
Voto: 5/5

Premessa necessaria: ho letto questo libro per la prima volta e dopo aver visto tutti i film della saga (per ulteriori dettagli, vedi Letture di gennaio).
Che dire? Tra i libri letti finora della serie di Harry Potter questo è senza dubbio quello che mi è piaciuto di più. Sarà che è stata l'ultima lettura del mese o sarà che l'ho letteralmente divorato in pochissimi giorni, ma il punto è che non mi ha annoiata per niente. Pur contando ben 567 pagine, non mi sono annoiata nemmeno un attimo durante la lettura, cosa che invece mi era accaduta con i due volumi precedenti, e sono persino riuscita a tollerare le parti dedicate al Quidditch (che comunque sono poche e molto brevi).
Tra le cose che mi sono piaciute di più ci sono senza dubbio i flashback su Voldemort e, in particolare, mi ha colpita molto quello in cui vengono mostrati il nonno, lo zio e la madre, prima della sua nascita. Questi flashback oltre ad essere interessanti in sé, permettono al lettore di ricostruire, passo per passo, la personalità di Voldemort e lo rendono un personaggio più credibile. Questo elemento, che è mancato nelle trasposizioni cinematografiche, ha appiattito la figura dell'antagonista, rendendolo il semplice malvagio di turno. Invece no, dietro a Voldemort c'è di più e la Rowling ce lo mostra in modo magistrale, grazie ai flashback e alle spiegazioni di Silente.
Inoltre, questo libro, più di ogni altro volume della saga, mi ha veramente emozionata. Non solo commossa, ma emozionata in generale, tant'è vero che non sono riuscita a staccarmi dalle pagine finché non l'ho finito. Io di solito porto avanti la lettura di più libri contemporaneamente, ma questo mi ha presa talmente tanto che ho lasciato da parte tutti gli altri.
In conclusione, trovo che questo volume sia il più adulto tra quelli letti finora; anche Harry ha affrontato, attraverso il lutto, una maturazione più profonda di quanto non fosse successo nei capitoli precedenti, senza però risultare anacronistico e mostrando tutti i tratti tipici della sua età. 
Forse è una lettura troppo recente per poter giudicare in modo lucido, ma di fatto non sono riuscita a trovarle nemmeno un difetto.