Letture di marzo 2017



Maria Bellonci – Rinascimento privato

Editore: Mondadori
Formato: brossura
Prezzo: 14,50€
Voto: 4/5

La lettura di Rinascimento privato mi ha tenuta impegnata praticamente per tutto il mese di marzo; ciò è dovuto non tanto alla mole del volume, che conta 488 pagine, ma piuttosto allo stile del romanzo, che lo rende una lettura non proprio leggera. Ma andiamo con ordine.
La trama, come capita spesso nei romanzi storici, è piuttosto esile: vi si racconta la vita di Isabella d'Este dal 1499, anno della caduta di Ludovico il Moro, duca di Milano, al 1533. Ovviamente, essendo Isabella moglie del duca di Mantova e sorella del duca di Ferrara, la sua vita è strettamente legata alla storia degli stati italiani durante il Rinascimento, che ci viene infatti raccontata attraverso la sua testimonianza (Rinascimento privato, appunto).
Il romanzo è diviso in sette sezioni, all'interno delle quali si alternano tre tipologie di capitoli:
  1. Capitoli in cui Isabella, nel 1533, ricorda e riflette su quanto accaduto nel suo passato (sono solitamente molto brevi);
  2. Capitoli in cui Isabella, in prima persona, riporta quanto accaduto durante la sua vita;
  3. Le lettere di Richard de la Pole, che hanno la funzione di far conoscere al lettore alcuni fatti importanti che sono accaduti lontani da Mantova, o ai quali Isabella non ha assistito.
Inoltre, all'interno della narrazione vi sono numerosi salti temporali. Di conseguenza, la percezione del tempo, da parte del lettore, risulta spesso falsata e non è sempre facile capire quanto tempo sia trascorso tra un capitolo e l'altro (le lettere sono datate, così come i capitoli in cui Isabella riflette a posteriori, ma non gli altri). E questa è una delle piccole difficoltà che s'incontrano durante la lettura.
Altra, e decisamente più grande, difficoltà è senza dubbio rappresentato dallo stile. In questo romanzo, la Bellonci utilizza uno stile decisamente alto, barocco, pomposo e pertanto poco scorrevole. Il lessico è ricercato: sono abitualmente usati termini particolari, al posto dei vocaboli più comuni (ad esempio “puttino” per bambino, o “anglico” per inglese), forse per creare una sorta di linguaggio cinquecentesco fittizio. Tutto ciò provoca una distanza netta tra il lettore e i personaggi, impedendo la partecipazione emotiva; credo, ma non ne sono certa, che si tratti di un risultato auspicato dall'autrice.
Dunque, con uno stile così denso e una trama così povera di accadimenti significativi, Rinascimento privato risulta un romanzo decisamente poco scorrevole. Tuttavia, per quanto sia stata una lettura impegnativa, l'ho apprezzato molto.
Innanzitutto, il romanzo si fonda su ricerche d'archivio, condotte con rigore praticamente scientifico, e perciò è assolutamente attendibile dal piano storico, pur rimanendo nell'ambito del romanzo. Altro aspetto che ho particolarmente apprezzato è l'attenzione che viene riservata alla situazione di Isabella in quanto donna del XVI secolo. Marchesana di Mantova, si ritrova spesso a dover reggere nelle proprie mani il governo della città e solitamente riesce ad assolvere a questo compito con accortezza e intelligenza, ottenendo anche la stima e il rispetto di personalità di spicco del suo tempo. Nonostante questo, viene puntualmente rimproverata dagli uomini della corte e dai suoi stessi familiari, perché considerata troppo attaccata al potere per essere una donna, e talvolta anche umiliata ed estromessa dagli affari di stato quando non ci sia più bisogno di lei come reggente.


Catullo – Carmina. Il libro delle poesie

Editore: Feltrinelli
Formato: brossura
Prezzo: 10,00€
Voto: 3/5

In questa edizione si trova una nuova traduzione in versi dei testi di Catullo; dato che il mio latino è piuttosto arrugginito, non mi sbilancio nel giudicare la resa della traduzione, però ho apprezzato la poeticità del verso in italiano. Difatti, soprattutto nella sezione degli epitalami si riscontrano immagini assolutamente suggestive.
Buona anche l'introduzione che illustra come, attraverso i testi catulliani, sia possibile ricostruire le abitudini sessuali dei romani del suo tempo. Ad esempio, un uomo, prima del matrimonio, poteva tranquillamente coltivare un rapporto omosessuale con uno dei suoi servi, purché il suo ruolo fosse attivo; era invece disdicevole il contrario.
Molto belle le poesie dedicate a Lesbia, anche se purtroppo rappresentano la sezione meno ampia della raccolta. Molti dei componimenti sono infatti legati alla contingenza (versi satirici o comunque indirizzati ad amici o nemici dell'autore) e perciò poco comprensibili da noi moderni.

Niccolò Machiavelli – II Principe

Editore: Einaudi
Formato: brossura
Prezzo: 9,00€
Voto: 3/5

Non ho molto da dire sul Principe, dato che è un testo universalmente noto. Durante i miei studi mi è capitato di affrontarlo da vari punti di vista (letterario, storico e filosofico), ma non avevo mai avuto modo di leggerlo integralmente.
Sono finalmente riuscita a colmare la mia lacuna, acquistando questa edizione Einaudi che ha un ottimo apparato critico (introduzione chiara, note esaurienti e un interessante saggio conclusivo). Devo dire che, pur trattandosi di un testo vecchio di 500 anni, la lettura è piuttosto semplice e abbastanza scorrevole: diciamo che lo stile di Machiavelli, per i suoi tempi, era piuttosto agile.
È un'opera interessante e per certi versi attuale: la sua riflessione politica è infatti strettamente legata ad un'analisi della natura dell'uomo, che si mantiene stabile lungo il passare dei secoli.

J. K. Rowling – The tales of Beedle the Bard

Editore: Bloomsbury Publishing BLC
Formato: brossura
Prezzo: 6,85€
Voto: 4/5

Era già da qualche tempo che volevo cominciare a leggere in inglese, per togliere la ruggine dalla mia conoscenza di questa lingua. Cercavo qualcosa di semplice e breve, che incontrasse il mio interesse. Perciò, quando mi sono trovata fra le mani questa carinissima edizione delle Favole di Beda il bardo in lingua originale, l'ho acquistata senza pensarci due volte.
Il libro contiene quattro favole, tutte citate all'interno della saga di Harry Potter, compresa l'importantissima Favola dei tre fratelli; ogni favola è corredata di illustrazioni e da delle note che si fingono scritte da Silente (così come l'introduzione di tutto il volume che si finge scritta da Herminione).
Ho apprezzato molto questo elemento: le note sono di carattere storico-filologico e, benché fittizie, sono costruite come se si stesse parlando di testi realmente risalenti al XV secolo e con una loro diffusione di pubblico.
Si tratta di un libriccino di corredo ottimo per i fan della saga: si legge velocemente ed è senza dubbio un lettura piacevole, anche in lingua originale.

Agatha Christie – Assassinio sull'Orient Express

Editore: Mondadori
Formato: brossura
Prezzo: 10,00€
Voto: 2,5/5

Ho sempre guardato con piacere la serie tv su Poirot con David Suchet, ma non avevo mai letto niente di Agatha Christie. Pertanto ho acquistato questo romanzo, che della serie su Poirot è senza dubbio il più famoso.
Nel complesso, Assassinio sull'Orient express è stato un romanzo piacevole, che ha assolto bene alla funzione di “intervallo” tra due letture più impegnative, quali Rinascimento privato e I Malavoglia. Tuttavia, per diversi aspetti, ho trovato il romanzo piuttosto deludente. Innanzitutto lo stile: semplice e asciutto e perciò molto scorrevole; ma anche banale e quasi totalmente privo di descrizioni di personaggi e ambienti. Ho sentito spesso esaltare la scrittura della Christie in questi termini: “Riesce a parlare degli omicidi più efferati senza impressionare il lettore”. Per forza, posso rispondere io, se non descrive nemmeno la scena del crimine.
Altro punto dolente riguarda i personaggi. Allora, non ha molta importanza se in un giallo di questa brevità i personaggi di contorno non hanno caratterizzazione, ma ci si aspetterebbe che almeno l'investigatore, il protagonista, riuscisse a spiccare sugli altri per la propria personalità particolare. La serie tv, infatti, mi aveva lasciato l'immagine di un Poirot ironico e stravagante, mentre qui l'unico elemento che lo distingue dagli altri personaggi è la sua intelligenza. I personaggi secondari, poi, sono determinati per stereotipi. Particolarmente ridicolo il personaggio italiano, che nel giro di una pagina viene descritto come abbronzato, chiacchierone, gesticolante e invocante la madre; mancava solo che tirasse fuori il mandolino da sotto la giacca e improvvisasse uno stacchetto musicale ed eravamo a posto.

Infine, parliamo del finale. Se c'è un elemento che avrebbe potuto risollevare le sorti del romanzo era senza dubbio il finale a sorpresa. Anche qui, avevo sentito dire che i finali della Christie erano particolarmente sorprendenti proprio perché lei, fino all'ultimo, non forniva al lettore gli elementi per risolvere il caso. Io non dico di essere arrivata subito alla conclusione giusta, ma a tre quarti del romanzo avevo già capito come sarebbe andato a finire. Inoltre, proprio la risoluzione della vicenda ha rappresentato forse l'aspetto più deludente del romanzo che, sì, mi ha intrattenuta abbastanza, ma non è riuscito a raggiungere le mie aspettative.