Letture di settembre 2017




Luigi Meneghello – Libera nos a Malo

Editore: BUR
Formato: brossura
Prezzo: 7,00€
Voto: 1/5

Prima di essermelo ritrovato tra capo e collo nel programma di un corso universitario (sì, perché anche questa è una lettura obbligata per un esame), non avevo mai sentito parlare di Luigi Meneghello, che è uno scrittore veneto del Novecento al quale è stato anche dedicato un Meridiano dalla Mondadori. Non voglio dire che di questa scoperta avrei fatto volentieri a meno, perché, da appassionata di letteratura quale sono, penso che tutti gli autori che hanno in qualche modo lasciato una traccia nel patrimonio culturale nazionale e mondiale meritino di essere perlomeno conosciuti, benché non tutti, per ovvi motivi, possano rientrare tra i nostri preferiti. Discorsone iperbolico a parte, è abbastanza chiaro che non ho per niente apprezzato questo romanzo e ci ho impiegato un'eternità per finirlo (mi sono dovuta imporre una sorta di programma di lettura per poterlo finire). Ma andiamo con ordine.
Libera nos a Malo non ha una vera e propria trama: si tratta invece di una raccolta di frammenti nei quali l'autore parla del proprio paese natale (Malo, appunto, in provincia di Vicenza). Meneghello ci descrive la vita a Malo durante la sua infanzia, la sua giovinezza e come essa è mutata (in peggio, secondo la sua opinione) dal dopoguerra in poi, ma ci racconta anche aneddoti, usanze, ci descrive personaggi che abitavano il paese (i cui ritratti bozzettistici sono una delle poche cose apprezzabili dell'intera opera) e ci descrive l'intenso rapporto tra italiano e dialetto, così come è vissuto da lui e dagli altri maladensi. Si tratta insomma di una sorta di diario in cui sono raccolte tutti i pensieri dell'autore che in qualche modo riguardano il suo paese natale. Parlo di diario, perché per Meneghello la scrittura è autentica solo se tratta di fatti realmente accaduti e perciò il suo è un racconto esclusivamente autobiografico.
Questa sua struttura, nella quale i piccoli paragrafi si susseguono senza una reale connessione (salvo rare eccezioni in cui un intero capitolo è dedicato ad un tema, come la religione o il calcio), tranne il fatto di essere legati a Malo, rende la lettura decisamente poco scorrevole, senza contare che l'interesse che un lettore medio può provare per i fatti di un anonimo paese della provincia vicentina è piuttosto basso.
Da questo punto di vista, lo stile non è d'aiuto. Meneghello utilizza un stile volutamente medio, colloquiale, che imita il parlato e che accoglie numerosi dialettismi, molti dei quali non sono spiegati e pertanto rendono ancora più difficile la lettura. Il dialetto è un elemento fondamentale nella scrittura di Meneghello, e soprattutto in questo testo, perché esso è riconosciuto come una lingua viva, spontanea e vicina alla sostanza delle cose reali, diversamente dall'italiano standard, che è percepita come una lingua retorica e astratta. Inoltre, Meneghello adotta nella sua narrazione una costante vena ironica, che tuttavia mi pare spesso mal riuscita e mi fa pensare a quell'amico (ce n'è sempre uno in ogni compagnia) che si ostina a raccontare le barzellette, ma, essendo negato, non fa ridere nessuno, se non sé stesso.
Tra le poche cose che ho apprezzato ci sono le riflessioni sul dialetto e il confronto tra esso e l'italiano; benché io non condivida le posizioni dell'autore, che sembra preferire nettamente il primo al secondo, le ho trovate comunque interessanti. Allo stesso modo, alcuni tra i frammenti, dedicati alla vita durante il periodo fascista o alla percezione del regime da parte della gente comune, sono riusciti a catturare la mia attenzione.
Tra i lati assolutamente negativi mi sento di elencare – oltre allo stile – i passaggi in cui l'autore presenta delle metafore ardite o delle riflessioni prive di senso, che somigliano fin troppo a delle supercazzole (posso scriverlo, è stato ammesso dalla Treccani); il tono leggero e dissacrante con cui vengono affrontati episodi di una certa gravità, come adulti che hanno rapporti sessuali con minorenni; il fatto che il paese di Malo sia presentato come una realtà parallela, una sorta di luogo alternativo e superiore al resto del mondo.

Andrea Camilleri – Donne

Editore: Rizzoli
Formato: rilegato
Prezzo: 17,00€
Voto: 4/5

L'anno scorso su Rai1 è stata trasmessa una miniserie tratta da alcuni dei racconti contenuti in questa raccolta di Andrea Camilleri; erano episodi molto brevi, di dieci minuti circa, che venivano mandati in onda dopo il telegiornale della sera. Io, che amo molto gli scritti di Camilleri, mi ero guardata con piacere questa miniserie e da allora mi ero interessata anche al libro dal quale era stata tratta, pertanto, quando l'ho trovato in offerta su ibs (era in omaggio se si acquistavano almeno altri tre libri), l'ho subito inserito nel carrello.
Donne è una raccolta di racconti, ognuno dei quali è dedicato, appunto, al ritratto di una donna. Ve ne sono tre tipologie principali: donne realmente conosciute dall'autore durante la sua vita, donne appartenenti alla storia o alla letteratura e personaggi femminili creati dall'autore, protagonisti di racconti dai tratti surreali. I racconti appartenenti a quest'ultima tipologia li ho trovati tra i più scialbi, mentre sono molti interessanti sia i primi che i secondi, nei quali si tracciano delle interessanti analisi di personaggi storici o letterari, più o meno noti.
Lo stile è ottimo, a mio parere, piacevole ed elegante, arricchito dalla consueta vena ironica dell'autore, anche se, come ovvio, questo scritto è privo dell'espressività che caratterizza invece i suoi romanzi in dialetto. Nonostante si tratti di una raccolta di racconti, genere che generalmente non apprezzo molto o che comunque leggo con una certa lentezza, questo libro l'ho divorato in pochissimi giorni, grazie anche alla scorrevolezza dello stile di Camilleri.

Diana Gabaldon – Il cerchio di pietre

Editore: Corbaccio
Formato: ebook
Prezzo: 6,99€
Voto: 3,5/5

Questo romanzo è il quarto (secondo la suddivisione italiana) della saga di Outlander, che ho cominciato a leggere dopo aver visto la prima stagione della serie tv ispirato ad essa. Senza dubbio, il primo libro della saga è per ora quello che mi è piaciuto di più: possedeva una sua originalità che non ho ritrovato nei seguiti. Ad ogni modo, anche questo romanzo è stato una buona lettura di intrattenimento, benché i primi eventi significativi per la trama cominciassero ad avverarsi da pagina 200, più o meno.
Non mi soffermo troppo sulla trama, dato che si tratta di un quarto volume e dunque rischierei di fare spoiler a chi non ha ancora letto i libri precedenti, dico solo che uno degli stratagemmi narrativi utilizzati dall'autrice per portare avanti la trama mi è parso un po' inverosimile e mi ha sgradevolmente ricordato le svolte narrative delle soap opera spagnole.
Ad ogni modo, lo stile della Gabaldon è discreto e riesce a tenere viva l'attenzione del lettore, suscitando spesso il sorriso; i personaggi sono tutti ben caratterizzati, così come l'ambientazione storica, sempre molto accurata. L'unico aspetto che mi infastidisce un po' è la struttura narrativa del romanzo: difatti, se il primo romanzo della saga era narrato dall'inizio alla fine in prima persona dalla protagonista, qui – come nei due romanzi precedenti – si alternano la sua narrazione in prima persona ai punti di vista, in terza persona di altri due-tre personaggi. Si tratta di uno stratagemma che secondo me tradisce l'incapacità dell'autrice di prevedere come si sarebbe evoluta la narrazione: è come se, concluso il primo romanzo, si fosse accorta che la narrazione in prima persona le andasse stretta e avesse deciso di cambiare rotta, aggiungendo altri punti di vista per facilitarsi il lavoro. Se da un lato comprendo le sue esigenze di autrice, dall'altro avrei preferito che la struttura narrativa conservasse una sua coerenza lungo il corso della saga.

Giacomo Leopardi – Con pieno spargimento di cuore

Editore: L'Orma
Formato: brossura
Prezzo: 5,00€
Voto: 5/5

Questo libriccino fa parte della serie edita da L'Orma che raccoglie le lettere di alcune figure importanti della letteratura, della musica e della scienza mondiale e che ha la particolarità di avere la forma di una vera e propria lettera, con la possibilità di essere spedita come una cartolina, una volta applicato un francobollo sul retro. Un'idea regalo carinissima e dal costo assai contenuto, ma anche un libriccino interessantissimo, benché breve, per approfondire la conoscenza di un dato autore.
Io ho deciso di regalarmi la raccolta di Leopardi, dato che si tratta di uno dei miei poeti e scrittori preferiti; di Leopardi mi interessano la biografia e la personalità, tanto quanto le opere. Gli stralci presentati trattano vari argomenti e sono accompagnati da un'introduzione che li contestualizza e ne consente la comprensione anche a chi ha una conoscenza superficiale dell'opera leopardiana. Particolarmente interessanti, dal mio punto di vista, i passaggi in cui l'autore riflette sulla mediocrità e la grandezza.
Ovviamente, questo brevissimo testo non è sufficiente per conoscere il pensiero di Leopardi, che è assai articolato e complesso, ma ci aiuta a conoscerlo meglio come persona, prima che come autore.

Andrea Camilleri – La rete di protezione

Editore: Sellerio
Formato: brossura
Prezzo: 14,00€
Voto: 4/5

Diversamente da quanto ho letto in alcune recensioni di questo libro, non ho notato grosse differenze tra la scrittura di questo romanzo – dettato dall'autore, che ha purtroppo perso la vista – e i suoi precedenti lavori. Personalmente ho ritrovato tutta l'espressività e l'ironia tipiche dello stile di Camilleri.
In questo specifico romanzo – l'ultimo uscito della serie su Montalbano – il commissario si ritrova ad indagare su due casi, il primo che riguarda una serie di filmati che, girati ad un anno preciso di distanza gli uni dagli altri, riprendono sempre lo stesso soggetto, un tratto di muro; l'altro, invece, riguarda un presunto atto terroristico avvenuto in una scuola. Inoltre, il commissario si trova ad affrontare le complicazioni legate alla presenza a Vigata di una troupe televisiva che sta girando una fiction e che, con i suoi lavori, sconvolge la sua amata routine.
Questo ultimo elemento permette all'autore, che per molti anni ha lavorato per la Rai e dunque conosce bene l'ambiente televisivo, di satireggiare il mondo della tv e di suscitare alcune interessanti riflessioni sui prodotti televisivi (e sulle fiction in particolare). Allo stesso modo, l'ambientazione per così dire “scolastica” fa sì che Montalbano entri in contatto con le nuove generazioni; da ciò derivano alcune riflessioni che, se talvolta scadono nel banale, sono però condotte con l'acutezza e l'ironia particolare dello scrittore, che riesce a mettere in mostra anche i pregi dei giovani d'oggi, invece di limitarsi a muovere facili critiche, come fanno molti.
I personaggi sono interessanti e carismatici come sempre. Inoltre, una delle cose che apprezzo di più nelle opere di Camilleri è la sua capacità di descrivere, in poche parole, le emozioni più forti e oscure che abitano nell'animo umano con una facilità disarmante.
Quanto alla trama, trovo che sia un po' più debole rispetto ad altri romanzi della stessa serie: i due casi non sono in sé particolarmente interessanti ed il lettore riesce a risolverli quasi subito e molto prima del commissario. Ad ogni modo, non è certo per sapere chi è l'assassino – o, in questo caso, il responsabile – che si leggono i libri di Camilleri.

Kerascoët, Hubert – Bellezza

Editore: Bao Publishing
Formato: rilegato
Prezzo: 21,00€
Voto: 5/5

Bellezza parla di Baccalà, una ragazza povera e molto brutta che, a causa del proprio aspetto, viene costantemente irrisa ed emarginata dai suoi compaesani. Un giorno, Baccalà libera inavvertitamente una fata da un sortilegio che la imprigionava ed ottiene in cambio la possibilità di esprimere un desiderio. Baccalà desidera la bellezza e la fata la esaudisce: tutti vedranno in lei la donna più bella del mondo. Ma questo nuovo aspetto renderà davvero migliore la vita della ragazza?
La narrazione procede come in una favola, così come sono favolistici i disegni e l'ambientazione, nella quale molti personaggi hanno nomi emblematici (come la protagonista) o sono indicati solo con il loro titolo (il re, la regina, ecc.). Un favola sul modello di quelle tradizionali – quelle dei fratelli Grimm, ad esempio – e perciò assai lontana dalle versioni edulcorate che ci sono state presentate dalla Disney.
Bellezza, infatti, è un graphic novel ricco di violenza, di stupri, di omicidi, di follia e che perciò ha ben poco dell'atmosfera idilliaca che ci farebbe immaginare un simile incipit. E, così come le favole tradizionali, anche in questo caso il racconto è portatore di una serie di insegnamenti morali. Innanzitutto, si parla ovviamente del rapporto fra l'aspetto esteriore e la dimensione interiore, intellettiva e caratteriale, delle persone (significativo il fatto che la fata non possa mutare la fisicità di Baccalà, ma solo la sua apparenza), e soprattutto delle donne, che sono in genere maggiormente soggette a pregiudizi di tipo estetico. Importante anche la riflessione sull'amore o su quell'idea sbagliata di amore che coincide con il possesso e che può portare a gesti folli (tema di estrema attualità). Ma Bellezza è anche un romanzo di formazione, all'interno del quale la protagonista, benché con lentezza e a caro prezzo, riesce a maturare e a prendere consapevolezza delle proprie abilità e di come sfruttarle al meglio per il bene proprio e comune.
Bellissimi anche i disegni (che, incredibilmente, all'inizio erano la cosa che mi attirava meno di questo fumetto), realizzati in bianco, nero e ocra, e l'edizione, curatissima come tutte quelle della Bao Publishing.

Roberto Palmarocchi – Lorenzo dei Medici

Editore: Orsa Maggiore editrice
Formato: rilegato
Prezzo: -
Voto: 3,5/5

Ultimo libro della serie su Lorenzo de' Medici acquistati usati da un amico, lo avevo cominciato mesi fa, ma poi, per qualche motivo, avevo interrotto la lettura a poco meno della metà. L'ho ripresa e conclusa questo mese.
Si tratta di un testo che analizza principalmente le azioni di Lorenzo e cerca di reinterpretarne la figura e il carattere alla luce di esse, smontando i pregiudizi che nel corso dei secoli si sono formati su di lui. Il libro si apre infatti con una disamina molto interessante nella quale l'autore ripercorre tutte le principali interpretazioni che, da Guicciardini in poi, gli storici hanno dato della figura del Magnifico. Per questo motivo, non si tratta di una biografia sistematica, ma di un'analisi del clima politico italiano nella seconda metà del Quattrocento e delle scelte compiute da Lorenzo
all'interno del mare tempestoso della politica rinascimentale italiana, nella quale tutti gli stati italici, dai più grandi ai più piccoli, perseguivano esclusivamente i propri interessi ed erano perciò in perpetuo conflitto fra loro. Lorenzo aveva capito che l'unico modo per scongiurare l'invasione di una potenza straniera era rimanere in pace e, grazie alle sue grandi doti di diplomatico, riuscì, per alcuni anni, fino alla propria morte, a realizzare questo equilibrio.
Si tratta dunque di una lettura interessante per chi conosca già la storia italiana del Quattrocento e per chi già conosca, almeno a grandi linee, la biografia di Lorenzo de' Medici, ma non è adatta per chi si approcci per la prima volta a questi argomenti.