Immagina una bambina che trascina faticosamente un tronco di legno attraverso la desolata campagna siciliana. Intanto, sogna di vedere il mare, che non sa nemmeno com’è fatto. E ci sono tante altre cose che vorrebbe vedere e conoscere, curiosa e intelligente com’è. Quando torna a casa, trova, insieme alla madre e alla sorella, un uomo che non ha mai visto e che dice di essere suo padre, anche se non si comporta affatto come tale.
Questa è la storia di Modesta che, dopo essere stata vittima, decide di non esserlo mai più. Accolta in un convento di suore, viene presa sotto la protezione di una di loro e da qui, grazie alla sua grande astuzia e alle sue capacità di manipolare gli altri, comincerà la sua scalata sociale, che la porterà fino a una ricca e aristocratica famiglia siciliana.Ma il suo obiettivo non è tanto l’accumulo di ricchezza e potere, quanto ottenere lo status necessario per essere libera, per poter esercitare l’arte della gioia: seguire, cioè, tutti i desideri del suo corpo, senza alcun tipo di restrizione, anche quando è insensato farlo. Modesta attraversa la storia del Novecento sfidando tabù, convenzioni, morale comune e un regime autoritario, all’insegna del perseguimento della propria libertà individuale.
La sua è perciò una sfida al sistema patriarcale, che vorrebbe le donne rinchiuse in degli stereotipi, separate dai propri corpi e private di ogni indipendenza, vittime di ogni forma di violenza. Una sfida all’eteronormatività e al binarismo, all’insegna della fluidità dell’orientamento sessuale e dalla scomparsa di ogni confine tra i generi. Una sfida a ogni dogmatismo o pensiero imposto da altri. Una sfida, insomma, a ogni forma di oppressione dell’individuo.
“L’arte della gioia” è quindi un romanzo estremamente provocatorio e anarchico, ancora oggi rivoluzionario, anche per il modo in cui è scritto. Nella prosa, infatti, si confondono continuamente piani temporali, narrativi e discorsivi diversi. Non è però un romanzo privo di difetti e la cui potenza espressiva si va progressivamente indebolendo col procedere delle pagine.
Leggilo se
Cerchi una lettura rivoluzionaria e anarchica, che, con una prosa eclettica e variegata, sappia sfidare le convenzioni e la morale comune. Una storia appassionante, densa di riflessioni sugli aspetti più critici e opprimenti della nostra società.
Non adatto a
A chi cerca un romanzo dalla scrittura lineare, con una protagonista rassicurante, priva di ambiguità e lati oscuri.
Simile a
“La fiera della vanità” di William M. Thackeray
AudiolibriAudiolibro letto da Anita Zagaria
Audiolibro letto da Donatella Finocchiaro
❓L’hai letto?





