"Memorie di Adriano" di Marguerite Yourcenar



 

Immagina un uomo anziano, malato e consapevole di essere prossimo alla sua fine, che faticosamente scrive una lunga lettera, destinata al nipote, che presto si trasforma nel racconto di tutta la sua vita. Nato in Spagna, ha vissuto in viaggio e ha trovato la sua vera patria solo nei libri. 


Qui dunque leggiamo la storia dell’imperatore Adriano, che ci racconta, come se fossimo noi lettori i veri destinatari della sua missiva, la sua giovinezza, la sua ascesa al trono imperiale e il suo continuo sforzo nel rafforzare e pacificare l’impero. Ma la sua vita pubblica è strettamente intrecciata alla sua vita privata, al racconto dei suoi più intimi pensieri e dei suoi amori, tra cui il più grande, quello per il giovane Antinoo. 


Lo stile poetico e altisonante, che imita alla perfezione la prosa dei classici latini, così come la grande precisione nella ricostruzione storica e l’incredibile capacità, da parte dell’autrice, di calarsi nella mente di un uomo vissuto molti secoli prima di lei, rende quest’opera di fiction ai nostri occhi assolutamente plausibile. 


Ma questo romanzo - definizione che forse gli va un po’ stretta - ambientato in epoca così distante dalla nostra, affronta però temi universali, che sempre riguardano l’essere umano, a partire dalla finitezza della vita, al desiderio di conoscenza, all’amore e alla sua forza illogica e travolgente, fino alla sofferenza e al dolore per la perdita. 


Tutto questo rende l’esperienza di un uomo straordinario, un uomo che ha governato mezzo mondo, simile alla nostra, perché lo riporta alla dimensione umana, fatta di carne, sempre più fragile col trascorrere degli anni, e di uno spirito non privo di incrinature e debolezze.


Un romanzo che ha dimostrato al mondo il talento di Marguerite Yourcenar, un classico moderno che merita di essere letto almeno una volta nella vita. Tuttavia, un libro non semplice, per la densità dei contenuti filosofici e per la prosa scelta che, per quanto lirica e sempre calibrata al millimetro, risulta inevitabilmente molto costruita e che, quindi, può creare un certo distacco emotivo tra chi legge e le vicende narrate. Fanno eccezione, tuttavia, quelle parti del romanzo dedicate all’amore e al dolore per Antinoo, in cui la scrittura si fa più rotta e spontanea e in cui le emozioni dell’imperatore erompono con la loro forza incontrollabile. 


Leggilo se

Cerchi una lettura introspettiva e riflessiva, che ponga al centro la riflessione su questioni centrale per ogni essere umano, scritto con una prosa poetica.


Non adatto a

A chi non ama una scrittura ricercata e molto costruita. A chi non ama i romanzi dall’andamento lento e riflessivo, densi di riflessioni filosofiche.


Simile a



L’opera al nero di Marguerite Yourcenar




Augustus di John Williams




Giuliano di Gore Vidal


Audiolibro


Letto da Pino Micol, 10h e 21m